Accelerazionismo efficace (e/acc): cos’è e dove si trova nel 2026

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L’effective accelerationism, abbreviato «e/acc» e tradotto come «accelerazionismo efficace», è un movimento nato su Twitter nel maggio 2022 che difende un progresso tecnologico senza freni, soprattutto nell’intelligenza artificiale. Per i suoi sostenitori rallentare l’IA sarebbe un errore morale, perché la tecnologia risolverebbe povertà, malattie e crisi energetica. Il cofondatore, nascosto dietro lo pseudonimo «Beff Jezos», è il fisico Guillaume Verdon, smascherato da Forbes a dicembre 2023. Marc Andreessen e Garry Tan lo hanno messo nella bio. Su X quei cinque caratteri collocano un account con la stessa chiarezza con cui il numero di follower X ne indica la portata.

Cosa significa e/acc?

La «e» viene dall’effective altruism, l’altruismo efficace, una corrente molto presente nel mondo tech che si preoccupa dei rischi esistenziali dell’IA. Il nome è una frecciata: dove l’altruismo efficace vuole frenare e mettere paletti, l’accelerazionismo efficace vuole spingere sull’acceleratore. Il «/acc» riprende la notazione di correnti accelerazioniste più vecchie, come «l/acc» per la sinistra e «r/acc» per la destra.

In una frase: e/acc è l’idea che la crescita tecnologica ed economica sia buona di per sé e che cercare di rallentarla, per legge o per paura, faccia più danni che benefici.

Da dove viene l’accelerazionismo?

La parola è molto più vecchia di Twitter. Negli anni Novanta il filosofo britannico Nick Land e la Cybernetic Culture Research Unit (Ccru), un gruppo nato all’Università di Warwick, descrivevano il capitalismo come una macchina tecnologica impossibile da fermare, da spingere piuttosto fino in fondo. Radici più antiche si trovano in Marx e poi in Deleuze e Guattari.

In seguito la corrente si è divisa. L’accelerazionismo di sinistra, formulato nel 2013 nel «Manifesto accelerazionista» di Nick Srnicek e Alex Williams, vuole sfruttare l’automazione per superare il lavoro salariato. Quello di destra, sulla scia di Land, vede la tecnologia superare l’essere umano e non se ne preoccupa. Il termine è stato poi ripreso da gruppi violenti di estrema destra che non hanno nulla a che fare con e/acc, ed è da lì che nasce molta confusione.

Questa docente ripercorre la figura di Nick Land e gli anni a Warwick:

@louisamunchtheory

Dark enlightenment, accelerationism and how a philosopher at my university went mad #accelerationism #elonmusk #philosophy #ai #educational

♬ original sound – Dr. Louisa Munch

Come è nato e/acc nel 2022?

La prima traccia nota è una newsletter su Substack pubblicata nel maggio 2022 da quattro autori sotto pseudonimo: @BasedBeffJezos, @bayeslord, @zestular e @creatine_cycle. Il testo si appoggia a un’idea presa dalla fisica e ispirata ai lavori del ricercatore Jeremy England: l’universo tende ad aumentare la propria entropia, e la vita, poi la civiltà, sono modi molto efficienti per farlo. Accelerare la tecnologia vorrebbe dire quindi assecondare l’universo.

Il movimento è poi cresciuto negli Spaces di Twitter, le stanze audio dove Beff Jezos conduceva lunghe discussioni notturne. Il 1° dicembre 2023 Forbes ha rivelato che dietro l’account c’era Guillaume Verdon, fisico canadese passato dal team di calcolo quantistico di Google e fondatore della startup Extropic. Forbes si è basata tra l’altro su un’analisi vocale del National Center for Media Forensics. Verdon ha confermato e continua a usare entrambi i nomi.

Cosa sostiene davvero l’accelerazionismo efficace?

La versione precedente di questo articolo presentava e/acc come una corrente pragmatica senza ideologia. Non era corretto: il movimento ha una dottrina piuttosto netta, anche se i suoi membri non sono d’accordo su tutto.

  1. La crescita come bussola: più energia, più potenza di calcolo, più intelligenza, umana o artificiale. Il progresso si misura in capacità, non in prudenza.
  2. Prima l’IA: l’intelligenza artificiale generale è vista come la tecnologia che sbloccherà tutte le altre, dalla medicina alla fusione nucleare.
  3. Il mercato prima dello Stato: la concorrenza tra tanti attori proteggerebbe dagli abusi meglio di una regolamentazione che favorirebbe i più grandi.
  4. Niente catastrofismo: gli scenari in cui l’IA distrugge l’umanità sono giudicati improbabili e, secondo e/acc, servono a giustificare un controllo centralizzato.
  5. Open source: pubblicare i modelli perché nessuno abbia il monopolio di quelli più potenti.

Il tono conta quanto le idee. e/acc parla per meme, emoji a forma di razzo e slogan come «accelerate». È una cultura da social prima che una scuola di pensiero, e questo spiega quanto velocemente si sia diffusa su X.

Chi sono i volti del movimento?

Nel 2023 due nomi molto noti della Silicon Valley hanno aggiunto «e/acc» al proprio profilo: Marc Andreessen, cofondatore del fondo a16z, e Garry Tan, alla guida dell’incubatore Y Combinator. Il 16 ottobre 2023 Andreessen ha pubblicato «The Techno-Optimist Manifesto», un lungo testo che il Financial Times e la Süddeutsche Zeitung hanno collegato direttamente alle tesi di e/acc.

Un mese dopo la crisi di OpenAI ha dato al movimento un palcoscenico mondiale. Il 17 novembre 2023 il consiglio di amministrazione ha licenziato Sam Altman, tornato cinque giorni più tardi. Nei dibattiti su X l’episodio è stato letto come uno scontro tra il fronte prudente, vicino all’altruismo efficace, e gli accelerazionisti. Il movimento non ha avuto alcun ruolo ufficiale, ma quella settimana la sigla e/acc è uscita dalla cerchia degli addetti ai lavori.

Quali critiche riceve e/acc?

La più frequente arriva dai ricercatori sulla sicurezza dell’IA, spesso vicini all’altruismo efficace. Per loro, liquidare i rischi esistenziali con un’alzata di spalle significa giocare col fuoco su una tecnologia che ancora non si capisce fino in fondo. A dicembre 2023 la segretaria al Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo, ha messo in guardia contro la mentalità «move fast and break things», perché l’IA sarebbe troppo pericolosa.

Un’altra critica riguarda gli interessi in gioco. Molte figure di e/acc guidano fondi o aziende che guadagnano direttamente da un’IA poco regolata. I discorsi su entropia e destino dell’universo, secondo questi critici, rivestono una posizione economica piuttosto comune. A novembre 2023 il cofondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha proposto una via di mezzo chiamata «d/acc»: accelerare, ma prima le tecnologie che proteggono, come la sicurezza informatica o la salute.

Dove si trova e/acc nel 2026?

Negli Stati Uniti il movimento ha vinto una parte della battaglia politica. Dopo le elezioni di novembre 2024 diversi investitori hanno citato apertamente l’accelerazionismo sperando in meno regole. Il 23 luglio 2025 la Casa Bianca ha pubblicato «America’s AI Action Plan», oltre 90 misure federali centrate su deregolamentazione, data center e corsa con la Cina. Tra gli autori figurano David Sacks e Sriram Krishnan, entrambi vicini al venture capital.

Guillaume Verdon, intanto, ha fatto crescere Extropic. La startup progetta chip «termodinamici» che usano il rumore naturale dei transistor per fare calcoli probabilistici. Il 29 luglio 2026 ha annunciato una lettera d’intenti non vincolante fino a 75 milioni di dollari con il Dipartimento del Commercio statunitense, per passare dal prototipo X0 a un chip di produzione chiamato Z1.

In Europa il clima è diverso: l’AI Act regola i modelli per finalità generali da agosto 2025. Il confronto tra accelerazione e precauzione non è chiuso, ha solo cambiato campo, dagli Spaces di Twitter ai ministeri.

Cosa vuol dire e/acc in una bio di X?

Vedere «e/acc» o l’emoji ⏩ accanto a un nome è un segno di appartenenza. L’account si dichiara tecno-ottimista, favorevole a un’IA poco regolata e contrario all’allarmismo. Si trovano anche «decel» o «doomer» per il fronte opposto e «d/acc» tra chi segue Buterin. La sigla è stata perfino reinterpretata ben oltre il mondo tech, come mostra questo divulgatore delle parole di internet:

@etymologynerd

e/acc for short

♬ original sound – etymologynerd

Per un creator, mettere un’etichetta politica nella bio ha un effetto misurabile: attira una community molto coinvolta e allontana l’altra metà. Se parli di IA su X, lascia che siano i contenuti a esprimere la tua posizione, non un’etichetta. Le risposte ben argomentate sotto gli account grandi del dibattito restano il modo migliore per farsi notare, e una prima base di like su X o di retweet aiuta un thread a uscire dalla tua cerchia abituale.

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FAQ

Cosa significa e/acc? definizione
E/acc è l’abbreviazione di effective accelerationism, accelerazionismo efficace. È un movimento comparso su Twitter nel maggio 2022 che sostiene di accelerare il più possibile il progresso tecnologico, in particolare l’intelligenza artificiale, e si oppone alle regole viste come un freno. Il nome risponde all’altruismo efficace, più prudente sull’IA.
Chi è Beff Jezos? fondatore
È lo pseudonimo di Guillaume Verdon, fisico canadese che ha lavorato nel team di calcolo quantistico di Google e ha fondato la startup Extropic. Forbes ha rivelato la sua identità il 1° dicembre 2023. È uno dei quattro autori della newsletter del maggio 2022 che ha lanciato il movimento e/acc.
Che differenza c’è tra e/acc e altruismo efficace? confronto
L’altruismo efficace cerca di fare il massimo bene possibile e considera prioritari i rischi esistenziali dell’IA, da qui il sostegno a prudenza e regole. E/acc ritiene quei rischi esagerati e pensa che frenare l’IA costi di più, perché ritarda i progressi in salute, energia e ricchezza.
Cos’è d/acc? variante
D/acc, accelerazionismo difensivo, è una via proposta a novembre 2023 da Vitalik Buterin, cofondatore di Ethereum. Mantiene l’ottimismo tecnologico di e/acc ma vuole accelerare per prime le tecnologie che proteggono, come sicurezza informatica, salute o strumenti decentralizzati, invece di tutta l’IA senza distinzione.
E/acc è un movimento di estrema destra? politica
Non in quanto tale. E/acc è soprattutto libertario e favorevole al mercato. La parola «accelerazionismo» però è usata anche da gruppi violenti di estrema destra che non hanno legami con esso, e alcuni critici collegano e/acc a Nick Land, i cui scritti più recenti sono collocati all’estrema destra.
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